La legge italiana sull’IA

 

La nuova legge

Il 25 settembre 2025 è stata pubblicata in G.U. la prima legge – quadro sull’intelligenza artificiale.

Il provvedimento detta una disciplina generale sulla materia che interessa sia il mondo produttivo che la vita di cittadini e lavoratori (sanità,  giustizia, cybersicurezza,  diritto d’autore insieme alle misure di sostegno ai giovani e allo sport).

L’intervento normativo segue l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), il quale fissa una cornice sovranazionale vincolante per l’uso dei sistemi di IA nell’Unione.

Il Governo dovrà – nei prossimi 12 mesi – emanare dei decreti attuativi  per definire la disciplina di dettaglio nei vari ambiti.

 

L’uomo al centro della legge e riflessi sul mondo del lavoro

La legge si compone di 28 articoli; al centro del provvedimento una dimensione “antropocentrica” dell’intelligenza artificiale (art. 1), per promuoverne un utilizzo corretto, trasparente e responsabile.

L’IA deve essere impiegata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’integrità psico-fisica dei lavoratori, accrescere la qualità delle prestazioni lavorative e la produttività delle persone e l’uso degli strumenti deve essere sicuro, affidabile e trasparente nel rispetto della dignità e preservando la riservatezza dei dati. Tutto ciò fermo restando i principi di equità e non discriminazione.

E’ infatti necessario sia prevenire le discriminazioni legate ai bias (cioè distorsioni) algoritmici – principio già presente nella strategia europea –  sia garantire tutele affinchè l’automazione dei sistemi non penalizzi i lavoratori riguardo l’accesso al lavoro, alle opportunità di carriera e rispetto alle condizioni contrattuali.

E’ poi prevista una attività di monitoraggio (art. 12) tramite l’istituzione – presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – dell’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro con la finalità di definire una strategia sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale «in ambito lavorativo, monitorare l’impatto sul mercato del lavoro e identificare i settori lavorativi maggiormente interessati» dall’avvento della nuova tecnologia. L’Osservatorio sarà istituito da apposito decreto ministeriale entro 90 giorni.

Professioni intellettuali e IA

La legge dedica un articolo anche alle professioni intellettuali  al fine di armonizzare IA e prestazione d’opera (art. 13).

L’utilizzo della nuova tecnologia è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali rispetto a quella professionale, mentre il lavoro intellettuale deve risultare prevalente.

[learn_more] 1. L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto all’attività professionale e con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera. 2. Per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista sono comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.[/learn_more]

Il professionista è tenuto a comunicare al “cliente” le informazioni relative ai sistemi di IA utilizzati nello svolgimento della prestazione.

L’onere dovrebbe riguardare solo i nuovi rapporti e non avere dunque efficacia retroattiva.

Avv. Vittorio Lepri

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